Cullando la mia testa in agonia di peccati, ho lavorato con un subdolo sorriso su carta, il mio ingannevole brodo, l'immaginazione con la penna e oscure congreghe, io, il coyote rosso dall'inferno. Profumando il muschio del cappuccio della tua vagina, una sagoma mimica, del mio erpice, in apparenza di un passero nidificante, io, il coyote rosso dall'inferno. E mentre scorrono con un ululato schivo, desiderando con le mie guance sbavanti e una lingua poeticamente tesa, io, il coyote rosso dall'inferno. Ora in una booné, il mio lascivo che si allontana, la tua fica con un sorriso seducente stringe una sagoma mimica, quella del mio erpice, io, il coyote rosso dell'Inferno.
Nel mio baluardo in alto sul fante, macchie di inchiostro graffiante in sfumature devianti. Il mio pennacchio di pennini penetra metaforico di fantasmi, alti salici e mollette. Se l'oscurità non ti…
Continua Poesie erotiche storia del sessoÈ tempo ancora una volta.…
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Continua Poesie erotiche storia del sessodel mio gorgheggio e della mia prosa, il mio pene liscio, dritto verso l'alto. "Che impresa!" Come un gambo di mais Pronto a tosare qualche fica. E se il clitoride non morde il mio cazzo…
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