Cullando la mia testa in agonia di peccati, ho lavorato con un subdolo sorriso su carta, il mio ingannevole brodo, l'immaginazione con la penna e oscure congreghe, io, il coyote rosso dall'inferno. Profumando il muschio del cappuccio della tua vagina, una sagoma mimica, del mio erpice, in apparenza di un passero nidificante, io, il coyote rosso dall'inferno. E mentre scorrono con un ululato schivo, desiderando con le mie guance sbavanti e una lingua poeticamente tesa, io, il coyote rosso dall'inferno. Ora in una booné, il mio lascivo che si allontana, la tua fica con un sorriso seducente stringe una sagoma mimica, quella del mio erpice, io, il coyote rosso dell'Inferno.
È sintonizzata in modo orgasmico. Con un semplice tocco l'ho fatta fremere. Le mie dita mi accarezzano e la fanno rabbrividire. Il suo corpo è uno strumento oggi. Accarezzo il suo corpo come un…
Continua Poesie erotiche storia del sessoGli scagnozzi del diavolo si nascondono nelle anime degli stolti. Con penne senza scrupoli che mi danno i volatili-nillies. Mentre i gigolò della prosa assistono pateticamente alla loro modalità…
Continua Poesie erotiche storia del sessoFammi sapere Tutti i segreti che il tuo corpo ha da dire. Leggi le linee Ogni tuffo e vuoto, Gli spazi in mezzo. Voglio sapere Tutto quello che c'è da sapere Guardandoti negli occhi. Intravedere la…
Continua Poesie erotiche storia del sesso