Coyote rosso

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Cullando la mia testa in agonia di peccati, ho lavorato con un subdolo sorriso su carta, il mio ingannevole brodo, l'immaginazione con la penna e oscure congreghe, io, il coyote rosso dall'inferno. Profumando il muschio del cappuccio della tua vagina, una sagoma mimica, del mio erpice, in apparenza di un passero nidificante, io, il coyote rosso dall'inferno. E mentre scorrono con un ululato schivo, desiderando con le mie guance sbavanti e una lingua poeticamente tesa, io, il coyote rosso dall'inferno.

Ora in una booné, il mio lascivo che si allontana, la tua fica con un sorriso seducente stringe una sagoma mimica, quella del mio erpice, io, il coyote rosso dell'Inferno.

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