Nel cimelio di ossidiana della mia polvere, lancio ombra, falsetto del mio mimo, su tomi croccanti e pagine ingiallite. Nel pozzo della mia cavità creativa, la mia insonnia mi afferra per il freddo, come la penna, scrivo fornicazioni. Nato dall'allevamento e dalla macerazione della birra, il tè al ginseng e il mio stufato di penna scarabocchiato, il cazzo e la vagina, come la fine coda di porcellana cinese. Parole scricchiolanti in lunghe distanze della mia sanità mentale, nelle profonde crepe della mia mortalità, piaceri sensuali della tempesta erotica. Sul margine di ieri, rifletto, per non dimenticare quindici giorni fa, allo specchio di domani.
Copulazione e saluti, riparo, come un telaio, mi giro il broncio, essendo come sono il poeta, lo capisco. Genuflecting alla fessura dell'alba fenditura, Con la lingua e le labbra, bacio, Dando le mie inclinazioni di clitoride, sibilo. La fica della cornucopia di tutti i piaceri, Entre of divine, nutro la mia anima.
Nell'accettare il corno, canticchio un uomo. Nel soffietto della tempesta che si avvicina, la masturbazione Braying, la mia canzone del vento. Piaceri sensuali della tempesta erotica.
Il suo tocco mi ha aperto…
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