Sotto tutti i tuoi strati attenti, le mani ti trovano desiderio nel buio, al tuo più grezzo e vulnerabile, sussurri a rallentare questa volta. Per svegliarti dolcemente ora con caldi baci fluttuanti, labbra increspate su un tenero capezzolo, tremando dal battito del cuore che viaggiava lungo un basso piagnucolio. Il breve suono era quel mistico dialetto tra amorevole pazienza e cieco impulso, la corrente che ci trascinava verso il punto in cui le nostre anime si uniscono. Sotto tutte le nostre stagioni, la pioggia si tramutava in una nebbia che si attenuava nel fresco crepuscolo, nella vasta costa che incontrammo per la prima volta vicino. Le mani ti trovano al chiaro di luna, i torrenti lasciano le tue ciocche aggrovigliate, lasciano la nostra pelle assolutamente irritata dall'invisibile danza del calore attraverso i pori prima che diventiamo ombre contorte, pronte per essere spazzate nella corrente.
Tu sussurri di andare piano questa volta, affondare in quel buio profondo e delizioso, il flusso e riflusso avvincente che ci attendono nel nostro modo più crudo e vulnerabile. Per risvegliare la gravità che ci divideva in mondi completamente diversi, per riportare la rotta a dove abbiamo parlato solo con il tatto. Tu canti la furia nella più tenera calma, finalmente in grado di rinunciare al fantasma delle incessanti richieste irrequiete di un cuore, come se non riuscissi a respirare senza il nostro fuoco. La fiamma era quel mistico ponte tra i brividi in silenzioso consenso e consumo con un ruggito territoriale, tra le crepe ardenti nel tuo cuore e ciò che in te comanda di essere sazio.
Sotto tutti i nostri strati disfatti, le mani stringono le tue nell'oscurità, gli arcobaleni si riversano attraverso i tuoi occhi, sopra il battito fluttuante che riesco a sentire senza parole. Sussurrando per andare piano questa volta.
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